aria malsana

c'è chi crede che l'aria malsana sia un brodo di coltura efficace per scrivere. si sbaglia
giovedì, 17 settembre 2009

Stanze

Amor mio credevi

che le stanze pulite

generassero vite

 

e salpassero lente

nel mare

quali isole a prua

 

non muovono invece

restiamo da soli

a guardarle svanire

 

come polvere a dita

o negli occhi la vita

postato da ominodilatta alle ore 18:23 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria:


martedì, 15 settembre 2009

Va e vieni dell'ombra

E ti facesti pendolo,

 

dal soffitto discesa

 come una ragione

che non spiega

o un temporale

che scoppia nella casa.

 

Finestre non ci sono

 

per andare

ed è tutta la stanza

a capo chino,

un tavolo dorme

nel va e vieni dell’ombra.

postato da ominodilatta alle ore 11:42 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria:


domenica, 13 settembre 2009

Già viene la neve

Ho pulito negli angoli,

mia vecchia,

mia stanca,

ho grattato le urla

e le risa.

Così netta è la casa !

Soltanto da poco

la sera ritorna

rincasa

è una  zingara

amara

e dov’era

la polvere d’oro

c’è polvere grigia

Andare

Tornare

Disfare

la neve

già viene

postato da ominodilatta alle ore 12:27 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria:


venerdì, 11 settembre 2009

Perché cantare ?

Perché cantare?

Salmodiare la triste cicala

che nel petto

si sgola.

 

Dove la voce?

Tralasciare la nota più roca

sul fondo bluscuro

del cuore.

 

E poi quale nenia ?

Guardare passare il corteo

di sillabe amare

per dire

 

Ascoltami

Sono venuto di notte

per non lasciarti vedere la luce

Le parole dettate dal buio

avranno contorni di vino

di luna sfuocata

e sorpresa

postato da ominodilatta alle ore 15:59 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria:


mercoledì, 09 settembre 2009

Ballata del ciarpame di ieri

La sera che sceglievo

Nel ciarpame di ieri

Che cosa lasciarti

 

La sera del giorno

Che dissi

Possiamo bastare

 

Quella che anticipa

L’ora che il buio

Risale sul muro

 

E si mangia la casa

 

E divora il giardino

 

Giù giù fino al mare.

 

Se non sono mai nato

A chi tocca

Cantare ?

postato da ominodilatta alle ore 01:15 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria:


mercoledì, 02 settembre 2009

notizie da un pomeriggio di mezza estate

Ti ricordi

della luce

che spezzava

il tuo corpo

di candida morfina ?

 

Da un foro

di persiana

l’oro

penetrava

la mia stanza

senza posa.

 

Le mani

da una parte

i seni

da quell’altra.

Eri fatta

di buio

 

finché il raggio

non tracciò

il suo bordo

di parole.

Tu divisa

nella stanza

 

navigasti

senza vista

ed a lungo

i capelli

si scordarono

le mani.

postato da ominodilatta alle ore 01:00 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria:


mercoledì, 02 settembre 2009

C'è un letto da rifare

C’è nel bagno – luminoso -

un palcoscenico di vetro

dove stanno i tuoi profumi

 

- Tu che candida marciavi

se di un soldo d’amore

ascoltavi il richiamo -

 

C’è in cucina

sopra il tavolo

l’alone dimenticato

da un bicchiere di baci

 

- Tu che indomita falciavi

Le stanze come grano

Odiando che la polvere

Tornasse per guardarci -

 

C’è nel letto da rifare

L’attesa delle mani,

Di un lenzuolo profumato

Che alla notte ci prepari.

postato da ominodilatta alle ore 00:58 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:


lunedì, 31 agosto 2009

....in pensieri, parole e opere...

Quando viene alle labbra

Il disprezzo delle cose

E tace in trasparenza

L’ascolto del cuore.

Quando scruto nello specchio

Quegli occhi di nibbio

Che san gestire la parola

E la vedono bastare.

Quando tocco le carezze

Che mai ho ripagato

Per l’orgoglio evanescente

Di un libro divorato.

 

Si fa piccola la sera

E ci puoi cadere dentro.

Anime semplici

a passeggio

Mi riportano in cordata.
postato da ominodilatta alle ore 00:28 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria:


martedì, 25 agosto 2009

Renana, anch'io.

Vorrei rivedere di Lia

quel ventre di figli pesante

le trecce che girano lievi

alla fronte sudata

e di Abraham la pipa fumante

- spande il fumo a gabbiani,

lontani -.    Tutto il fiume

si porta, ed i canti,

e le vigne, come gli anni

ch’ai vortici vanno.

 

Potrei regalarti quel fiore

che ieri gemeva  sepolto

alle mani; di fògliole verdi

il ricordo; è ad esse

che corre la vita, fuggendo

dal padre.    Ed il fiume

è una vecchia che gonfie

ha le gambe di piogge

autunnali.   Fanali.

 

 

 

 

 

questo scritto deve l'ispirazione alle Renane di Apollinaire

postato da ominodilatta alle ore 13:12 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria:


lunedì, 24 agosto 2009

C'è.

C’è una fotografia

Dove ridi nel bianco

E nel nero

C’è una scarpa

Col tacco spezzato

Un dente che rotola

Sull’asfalto

Sbranato

C’è un cane

Che guarda

Dimenticandosi

Gli occhi

Una coda-serpente

Sinuosa

Nell’umido

Stagno del sole.


Ma tu manchi e

Cè un giorno

Qualunque


La rima ne muore
postato da ominodilatta alle ore 14:34 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria:


Chi sono

Utente: ominodilatta
Nome: Marco B.
il passato di alcuni, il presente di altri


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Categorie

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder